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Allergie e intolleranze

Differenza tra allergie  e intolleranze

Pare proprio che  i cibi che mangiamo qualche volta possano nascondere un pericolo. Secondo alcuni dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità e da altri gruppi di ricerca, circa il 20% della popolazione ha problemi di intolleranza a uno o più alimenti regolarmente consumati. Sembra che la situazione ultimamente abbia subito un notevole peggioramento causato anche dalle manipolazioni che subiscono i cibi dal momento della produzione a quella del consumo. E' necessario fare una distinzione tra le allergie vere e proprie, le pseudoallergie e le intolleranze. Nel primo caso le sintomatologie sono più acute  e si scatenano all'improvviso. Esse variano a seconda dell'età: nel lattante é maggiormente interessato l'apparato gastrointestinale; nel bambino è la cute  e successivamente l'apparato respiratorio; nell'adulto si hanno sintomi più diffusi che vanno dall'orticaria ai disturbi respiratori fino ad arrivare, in qualche caso, a veri e propri shock anafilattici. Nell'intolleranza le reazioni, anche se molto simili, sono meno diffuse e più lievi. E' possibile che insorgano anche dopo 24 ore dall'ingerimento del cibo incriminato. L' intolleranza , come le allergie, può essere accompagnate da veri e propri stati di ansia con depressione e stati di affaticamento costante. Anche la cefalea può essere un segno di reazione.

Differenziazione  nella comparsa dei sintomi

E' bene sottolineare che allergici, in qualche maniera, si nasce e non si diventa. Può esserci una predisposizione genetica alla malattia che può manifestarsi in maniera e forme diverse da soggetto a soggetto a diverse età: nel neonato, nell'adulto, nell' anziano. Al di là dell'insorgenza più o meno precoce dei sintomi, se in famiglia c'è un parente allergico esistono fortissime probabilità che anche i discendenti lo siano.

Come diagnosticarle

Si può sicuramente migliorare la situazione con una terapia corretta e si può anche uscirne fuori. I tempi sono sempre molto lunghi ed il paziente deve essere molto collaborativo. Solo nei neonati e nei bambini qualche volta l'intolleranza può regredire spontaneamente negli anni o alla pubertà. E' sempre opportuno sottoporsi ad esami specifici. Infatti la diagnosi allergologica é molto complessa e necessita di un'accurata raccolta della storia clinica del malato, un'attenta visita medica e i test cutanei (i migliori sono quelli che utilizzano l'alimento fresco). Qualora si voglia avere un' ulteriore conferma dei risultati si può ricorrere al Rast . Si tratta di un esame che serve a identificare la presenza di immunoglobuline E ( sostanze prodotte dal sistema immunitario quando scatta la reazione  di intolleranza) verso un determinato alimento.In seguito, se  la storia clinica del paziente indirizza verso un alimento preciso, si possono seguire i test di "scatenamento" attraverso l'assunzione controllata dell'alimento incriminato. La migliore terapia consiste, una volta individuata, nell'evitare il consumo della sostanza allergizzante.

 
 

 

   
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